Mi é venuta un’idea per una canzone

Martino Corti | Monologhi pop

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Mi é venuta un’idea per una canzone

Ho accompagnato Mirtilla all’asilo.Mentre camminavo per tornare a casa mi é venuta un’idea per una canzone e non vedevo l’ora di arrivare per iniziare a lavorarci. Ho incontrato una signora dolcissima che mi ha chiesto se avessi un biglietto del tram,io le ho risposto di no ma che con un sms avrebbe potuto farlo. Ho visto la faccia spaesata

“Ha un telefono signora?Glielo faccio io” Mi ha risposto “No guardi sono una signora di 85 anni non ho nulla” roba che avrei voluto abbracciarla e dirle ma come non ha nulla signora?Tutte le sue foto i suoi video la musica i suoi contatti, lei ha tutto negli occhi! E poi avrei voluto correre a prenderle un biglietto del tram,anzi un abbonamento, una macchina con autista, una carrozza con cocchiere ma non l’ho fatto perché ero distratto dalla mia idea e avevo paura che se ne andasse. Ho accellerato il passo,la signora se n’é andata,l’idea della canzone é rimasta. Sono arrivato a casa ho preso la chitarra e ho iniziato a suonare cantando un testo in finto inglese.Arrivato all’inciso ho cantato il testo che avevo in mente ed era perfetto nella metrica,potente nel contenuto. Mi sono gasato,emozionato e ho iniziato a suonare e a cantare di brutto. La stanza si é trasformata,al posto delle pareti non alberi infiniti ma infiniti occhi e bocche che con me si emozionavano e cantavano. Ad un certo punto,di colpo,ho smesso di sognare: “HAI FINITO DI ROMPERE I COGLIONI STIAMO LAVORANDO! Le pareti,evidentemente troppo sottili,sono tornate pareti e con loro é tornata anche la consapevolezza di suonare la chitarra di merda.
É arrivato il momento di guadagnare con quello che faccio. Non tanto perché io abbia ormai 33 anni,una moglie e una figlia o perché abbia il desiderio,la smania,la necessitá,l’ansia di dimostrare a me stesso e ai parenti che ho avuto ragione e che non potevo fare altro che continuare a provare, provare,provare,provare,provare, quanto perché quello che ti permette di continuare a crederci é sognare. 
Sognare di guadagnare dall’unica cosa che sai e che puoi fare. Sognare che tutti possano sognare con la tua musica,le tue parole,la tua voce.
Non certo con la tua chitarra. 
Io non voglio più che qualcuno abbia la possibilitá di farmi smettere di sognare.
Uno studio. La corazza bella spessa ce l’ho giá. Devo guadagnare per farmi uno studio.
Poi ecco se riuscissi a trovare il modo di far capire che anch’io sto lavorando sarebbe un piccolo passo per l’umanitá ma un grande passo per gli artisti

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