Pre papàpop

Martino Corti | Monologhi pop

Pre papàpop

Sto per diventare papà.

In realtà stiamo per diventare papà e mamma, e detta così mi “suona meglio” perché si condivide una responsabilità, una nuova avventura, una nuova parte di viaggio, in due.

Quando sono solo però, magari di notte mentre guardo Cami che dorme, la sua panciona andare su e giù e mi immagino come sarà la piccolina che sta per arrivare (piccolina mica tanto, è bella grossa!), sono circondato, anzi pervaso da sentimenti e sensazioni contrastanti che spaziano dalla gioia più assoluta al panico di non “essere all’altezza”. Insomma, penso, ma per molti aspetti mi sento ancora un bambino io, come farò ad essere un bravo papà?

E se poi “ruba i miei giochi?”

Anche perché si tende per ovvie e giuste ragioni a dare molta importanza alla mamma, tralasciando spesso come possa sentirsi un papà “in attesa”. Ci sono alcuni libri che mi hanno aiutato, per esempio “Mi è nato un papà” di Alessandro Volta o “Il linguaggio segreto dei neonati” di Tracy Hogg, libro che può aiutare tanto le mamme quanto i papà. Ci sono anche video, studi scientifici, dubbi e gioie da condividere con altri papà, ma soprattutto per me c’è la musica.

Mi ha incuriosito “analizzare” come altri artisti avessero “trattato” questo argomento così delicato e allo stesso tempo così potente e ho pensato di creare una sorta di colonna sonora, una playlist che ho chiamato: 

Musica dei papà”.

E’ stato difficile scegliere..Condividerò con voi le canzoni che in qualche modo mi hanno accompagnato nella mia vita di figlio e durante questi ultimi mesi da futuro papà.

Un po’ di tempo fa per esempio ho scoperto che la figlia di Michelle ed Eros Ramazzotti ha compiuto 19 anni e mi è venuto un infarto..Era una di quelle notizie che io chiamo “specchio”, perché ti fanno vedere qualcosa di te..In questo caso che porca miseria sto invecchiando anch’io! Ricordo benissimo infatti quando Eros uscì con “L’Aurora” (1996); era il terzo singolo dell’album “Dove c’è musica” (“Dove c’è musica”, “Stella gemella”, “Più bella cosa”, “L’Aurora”..Boom boom boom boom!!)

Uno dei miei idoli, il più grande poeta moderno, l’artista capace di farmi ridere piangere ballare cantare amare odiare mollare tutto, siore e siori, Lorenzo Jovanotti, è stato capace di scrivere ben due canzoni che rimarranno nella storia della “musica dei papà”: la prima è “Per te”, di una dolcezza e di una semplicità disarmante: “E’ per te ogni cosa che c’è, ninna na, ninna e”..

Ecco fatto, 7 parole + ”ninna na, ninna e” e ha detto tutto. 

(album Lorenzo 1999-Capo Horn).

Ma il capolavoro, quella che mi vergogno a sentire in macchina perché finisco per cantare a squarciagola e non mi fermo quando arrivo al semaforo rosso con tutti che mi vedono urlare e piangere come un bambino, vi giuro non riesco a fermarmi, è “A te”. 

Credo che in realtà Lorenzo l’abbia dedicata alla moglie. Il bello dei testi però è la possibilità che ognuno ha di interpretarli “come vuole”, ed io ho sempre pensato a queste parole riferite ad una bimba appena arrivata (figuratevi adesso quanto possano toccarmi..In macchina non la ascolto più perché farei un incidente!)

Non mi tirate fuori la storia del plagio perché non me ne frega assolutamente nulla. Se ha copiato per scrivere questo capolavoro ha fatto bene.

Tratto dall’album “Safari”, 2008 (“Fango”, “Mezzogiorno”, “A te”, “Safari”, “Come musica”..Boom boom boom boom boom!!) questo è uno dei miei testi preferiti.

Solo per citare una frase fra tutte: “..Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano..”, ciao ciao, tutti a casa.

Non può mancare nella “musica dei papà” una canzone che canto da quando ho scoperto di saper cantare, un cavallo di battaglia, uno dei pezzi con cui fare colpo con pochi elementi: una chitarra, un fuoco, una ragazza. Possibilmente anche una spiaggia, ma non è fondamentale. Si, sto parlando di quella lì.. “Father and son” di Cat Stevens, 1970. 

In questo caso si tratta di un “botta e risposta” tra papà e figlio già grandicello.

La cosa divertente è che l’ho cantata per 15 anni senza sapere cosa stessi dicendo. Ho cercato la traduzione quando ho iniziato ad interessarmi ai testi.. 

E così ho scoperto che la mia frase preferita è pronunciata dal “figlio”: 

Dal momento in cui potevo parlare mi fu ordinato di ascoltare”.

Futuri papà prendiamo nota!

L’altra cosa singolare di questa canzone è che non è mai stata un singolo; lato B di “Moon Shadow”..Pensa te..!

Altro cavallo di battaglia: “Avrai”, Claudio Baglioni, 1982.

Una canzone dedicata al figlio Giovanni, talmente difficile da cantare che si rischia di non rendersi conto della bellezza delle parole che si stanno cantando!Una serie di immagini che spaziano dall’estate al Natale, da un “legnetto di cremino da succhiare” a “cento ponti da passare e far suonare la ringhiera”, da “avrai ricordi, ombrelli e chiavi da scordare” ad “avrai una radio per sentire che la guerra è finita e AVRAI AVRAI IL TUO TEMPO PER ANDAR LONTANO CAMMINERAI DIMENTICANDO, TI FERMERAI SOGNANDO AVRAI AVRAI AVRAI LA STESSA MIA TRISTE SPERANZA E SENTIRAI DI NON AVER AMATO MAI ABBASTANZA”

Papà, mamme, ma anche figli..Insomma..Che canzone e che testo magnifico!Prestate attenzione perché anche con questa si rischiano grandi figure di merda ai semafori!

C’è spazio anche per una delle canzoni più belle e allo stesso tempo più tristi della storia della musica: “Tears in heaven” di Eric Clapton, 1992.

Ho cantato spesso anche questa canzone senza avere idea di cosa stessi dicendo, altrimenti non l’avrei cantata. Quando ho scoperto la storia ho pianto. La canzone è dedicata infatti al figlio Conor morto l’anno prima a soli 4 anni cadendo dal 53esimo piano di un palazzo di New York.

Oltre la porta c’è pace, ne sono sicuro e lo so non ci saranno più lacrime in Paradiso”.

Metto questa canzone nella “musica dei papà” per la sua bellezza certo, ma anche proprio per la sua storia..Una delle paure più grandi per un genitore infatti è quella che in ogni momento possa accadere qualcosa al di là del proprio “controllo”. 

E’ una sensazione che si inizia a sentire proprio in questi mesi di attesa e che, in un modo o nell’altro, accompagnerà i genitori per sempre. 

Fa parte delle “cose” che rendono così speciale essere genitore, essere un papà.

Altro grande classico (che solo questa notte facendo le mie brevi ricerche per questo post ho scoperto essere dedicata ad un figlio) è “Hey Jude”, Beatles, 1968.

Tratta dall’album The Beatles (meglio conosciuto come “White album”, evito di scrivere tutti i titoli di maggior successo e riassumo con un BOOM!) fu scritta da Paul McCartney per confortare il figlio Julian visto che lui e la mamma stavano divorziando (ecco, diciamo che Julian ha sicuramente sofferto per il divorzio, almeno fino a quando non ha scoperto i diritti d’autore!)

Ho bisogno ancora di due caselle per chiudere questa playlist “musica dei papà” e per farlo dobbiamo cambiare prospettiva. Finora, salvo il botta e risposta di Father and son, abbiamo ascoltato musica “DAI papà”, dedicata ai figli; le ultime due canzoni sono “PER” papà.

Un po’ di malinconia con un pezzo dedicato ad un papà che non c’è più; un testo bellissimo in cui, da figlio, mi sono riconosciuto più volte. Il figlio in questione è Fabio Concato e la canzone (splendida) è “Gigi”. 

Sono due i passaggi che mi scuotono nel profondo, e come spesso capita sono due passaggi dove è l’unione di testo, melodia e musica a renderli così efficaci, devastanti: il primo è lo special “dimmi dove seeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeei”, pazzesco. 

Il secondo è quello che ci fa tornare la pace con un’immagine splendida, la profonda accettazione di un figlio che “lascia andare” il suo papà: 

Noi quaggiù col naso in su a capire cosa sia..

Sarà il tempo in cui finalmente farai il tuo concerto anima mia”

Torna infine prepotentemente un giovanissimo Lorenzo Jovanotti con “Mario” (Lorenzo 1994.. “Attaccami la spina”, “Serenata rap”, “Penso positivo”, “Piove”, “Io ti cercherò”..boom boom boom boom boom!!!!!).

Mario” è una canzone poco conosciuta, quasi un monologo musicato, un rap si, ma molto libero.. E’ dedicata al suo papà, Mario appunto, e anche in questo caso scelgo una frase per tutte: 

questo gesto che mio padre ebbe cuore di fare questo gesto d’amore mille volte più potente di un pugno in questa notte di giugno in cui scrivo mi fa essere vivo pronto ad essere padre a mia volta e a spiegare a mio figlio bambino come ogni destino si unisce si confonde e si intreccia”

Anche se Teresa arriverà nel 1998, mi sembrava giusto chiudere questa playlist con una canzone dove un futuro papà scrive al suo papà.

Non so se, e nel caso quando e come, riuscirò a descrivere con le parole, con una canzone, i sentimenti per la bimba che sta arrivando..A dire la verità non so nemmeno se riuscirò a smettere di piangere dall’emozione quando la vedrò per la prima volta!

Vi saluto quindi con il video bellissimo di un testo che potrebbe tranquillamente essere interpretato per una bimba appena arrivata, come succede a me per 

A te” di Lorenzo.

La canzone è “True as we were born”, (veri come quando siamo nati).

In ogni disco e spettacolo di Monologhi pop metto un pezzo in inglese, così tra 10 anni avremo anche un album internazionale!

Sperando che anche questa canzone possa diventare parte della vostra “musica dei papà” vi abbraccio e torno ad aspettare….

GUARDA TRUE AS WE WERE BORN

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