Il Natale è dei bambini

Martino Corti | Monologhi pop

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Il Natale è dei bambini

 

Da quando ho scoperto che Babbo Natale era mio papà, fare l’albero è stata una rottura di palle.

Mie e quelle in vetro della nonna che finalmente un giorno si sono estinte, finite, sparite.

Poi un giorno è sparito anche il mio papà. Non certo dal mio cuore ma, ecco, non era più lì con me a fare l’albero, ad aprire i regali, a mangiare salmone e brindare. A condividere quella rottura di palle, insieme.

Perché da ragazzini, se togliamo il fatto di ricevere i regali che abbiamo chiesto e le vacanze dalla scuola, il Natale non è magico, ma una rottura di palle.

Non che crescendo le cose migliorino granché: i regali ricevuti diminuiscono, quelli da fare aumentano, l’albero comunque va fatto per la tua casetta, il traffico infernale, le 248 cene di Natale (che per poter partecipare a tutte dovrebbero iniziare il 2 luglio).

No, le cose non migliorano, ma con il passare degli anni il Natale torna ad essere un momento speciale: ricevere e fare regali azzeccati, sbagliati (comodissimi per i natalini futuri tra amici), mangiare cose che durante l’anno, non si sa perché, non mangiamo mai (salmone e patè in prima linea), la malinconia dei tempi passati e di quella sensazione meravigliosa che era credere con tutte le nostre forze a qualcosa, al punto da litigare con i fratelli più grandi o con i compagni di classe più svegli o meno sognatori (ma certo che Babbo Natale esiste!!!!!), la tristezza di non poter condividere questo giorno con chi non c’è più ma la felicità di condividere questa tristezza con chi è al nostro fianco trasformandola in sorrisi, sguardi e pacche sulle spalle.

Con il passare degli anni il Natale torna speciale, si, ma non magico.

Insomma il Natale da grandi è bello, ma tosto, tostissimo.

Poi sono diventato papà e ho unito i puntini: il Natale è dei bambini ed è solo grazie a loro (quindi è stato anche grazie a noi tanto tempo fa) che il Natale può tornare ad essere magico per tutti, anche per i grandi.

Mirtilla deve aver preso da me, dal suo papà, perché quando circa un mese fa Cami ed io pieni di gioia, entusiasmo ed emozione le abbiamo detto : “Amore facciamo l’albero di Natale?????” lei ha risposto “No” (anche un po’ scocciata!!) ed è corsa in cucina!

Ma i bambini (beati loro) si prendono il loro tempo. Per tutto e per tutti.

E così, piano piano, mentre Cami, nonna Mara ed io davamo forma al nostro meravigliosamente normale albero di Natale, ha iniziato ad incuriosirsi prima, ad avvicinarsi poi, fino a partecipare per la sua prima volta a questo momento che grazie a lei è tornato ad essere bello, anche per me.

Da quel giorno tutte le mattine, subito dopo il latte (il latte prima di tutto!), inizia a dire “Atale, atale..” che vuol dire albero di Natale, albero di Natale..E così insieme, passettino dopo passettino e molto lentamente perché rigorosamente al buio, entriamo in sala dove ci aspetta l’albero illuminato. Atale atale ucine atale..Si amore, l’albero di Natale, le lucine di Natale.. è bellissimo!

Tutte le mattine ha la stessa meraviglia, lo stesso stupore, la stessa gioia, come se lo vedesse per la prima volta.

Cami poi che è la mia supermoglie e la sua supermamma ha trovato un calendario dell’avvento davvero bellissimo: ogni giorno corrisponde ad un libretto che contiene una brevissima storia e che poi può essere appeso all’albero..Ecco che subito dopo “atale, atale” Mirtilla si gira e indicando il calendario intona: “Etto, etto, etto” (libretto, libretto, libretto).

Ma ora mi chiedo: c’è qualcuno che può immaginare un inizio di giornata più emozionante, commovente, gioioso, fantasmagorico di questo?

Quando usciamo di casa non c’è albero, lucina o babbo Natale che non vengano salutati da Mirtilla. E così, sempre piena di stupore e meraviglia, indica, ci guarda e intona “atale, atale atale”..Si amore Babbo Natale, l’albero di Natale, le lucine di Natale..

Io non so se a Natale siano davvero tutti più buoni, ma sono sicuro che lo siano tutti i papà, tutti i genitori vicini ai propri figli piccoli.

Dal lato pop non posso fare altro che morire dalla voglia di raccontare a tutti queste emozioni, questi momenti. Quanto sia meraviglioso essere papà. Un casino meraviglioso.

Lo faccio scrivendo canzoni, post per il papàpop, ma soprattutto parlando e condividendo con tutti i papà che incontro per strada, anche con quelli che ancora non conosco, perché a Natale un papà lo riconosci da come cammina, dallo sguardo.

Tanti auguri a tutti i papà e ovviamente a tutte le mamme perché senza di loro non potremmo mai più ritrovare la magia del Natale.

 

 

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