Chi sono

Martino Corti | Monologhi pop

Chi sono

SHOWREEL: https://youtu.be/Mr2butycwLI

Nel 2010 esce il primo disco “Stare qui” prodotto dall’ etichetta discografica Non ho l’età (Mara Maionchi e Alberto Salerno) con produzione artistica di Sandro Mussida.

Nella stagione 2010/2011 apre i concerti de I Nomadi in più di 80 date in giro per l’Italia.

Nel 2012 segue la sua compagna Camilla Salerno (figlia di Mara e Alberto, da un po’ moglie) nella sua nuova avventura: Cimice Records (di cui poi diventa socio). Finalmente unisce musica e teatro, producendo monologhi e canzoni che diventano dischi e spettacoli: “Le cose non contano nulla – Monologhi pop vol.1″, “C’era una svolta – Monologhi pop vol.2″ (con il cammeo audio di Angela Finocchiaro), “C’è da morire dal vivere”, “E’ tutto da vedere” e “Il coraggio della verità”.

Tra il 2010 e il 2018 ci sono tutte quelle cose eclatanti che molti artisti “sconosciuti” potranno raccontare: super passaggi in radio di alcune canzoni, ospitate fantasmagoriche in network e piccole splendide radio, ospite dalla Balivo, da Red Ronnie al Roxy Bar e al Barone Rosso (dove ha fatto un duetto improvvisato cantandoChangescon Jack Savoretti), amante delle testimonianze dei “veci” della musica, quelli che si stava meglio quando si stava peggio, racconti meravigliosi che iniziano sempre con: “Eravamo io, Pino, Lucio e Gianna..”

Diventare papà di Mirtilla l’ha aiutato a capire quanto non fosse pronto ad esserlo. Di quanto sia necessario spezzare meccanismi che vanno avanti da generazioni. E di quanto sia necessario spostare l’attenzione da fuori a dentro, facendo diventare la scoperta di sé l’obiettivo, in modo da raggiungere qualsiasi obiettivo al di fuori. Oggi quindi scrive ancora monologhi e canzoni, che ancora diventano dischi e spettacoli, ma con una consapevolezza molto diversa: quella di poter salvare quante più persone possibili facendo da specchio con il suo percorso personale. Nella catena di salvataggio del mondo, infatti, si sente l’anello che aiuti le persone a rendersi conto di essere nella merda. L’unica partenza possibile per poter stare bene davvero. Per realizzarsi come padri, madri. Come figli. Come esseri umani. 

In questo momento sarà in scena da qualche parte.